L’aikido è un’arte marziale giapponese dinamica sviluppata da Morihei Ueshiba (18831969) all’inizio del XX secolo. La parola “aikido” si traduce come “la via dell’unione con l’energia vitale”. L’aikido affonda le sue radici in diverse arti marziali antiche, ma il suo fondatore, Morihei Ueshiba, lo elevò al rango di disciplina “energetica” e “spirituale”. L’obiettivo dell’Aikido è raggiungere l’armonia con sé stessi, con gli altri e con l’universo.
Il nome ufficiale dell’Aikido risale al febbraio 1942, ma prima era conosciuto con altri nomi. Morihei Ueshiba si è formato in diverse arti marziali, tra cui la scherma e il jujitsu. Ha conseguito il grado più alto nel Daitoryu di Takeda Sokaku, i cui principi sono però diversi da quelli dell’Aikido. Intorno al 1920, Ueshiba iniziò a sviluppare un proprio stile di arte marziale, che chiamò Aiki Bujutsu nel 1922. Questo stile incorporava i principi e le tecniche del kobudo. Nel 1936, Ueshiba decise che la sua arte marziale doveva essere separata dal kobudo perché enfatizzava gli aspetti filosofici e spirituali. Nel 1948, la Fondazione Aikikai fu rinominata Aikikai e il Kobukan divenne Hombu Dojo. Nel 1961, Ueshiba visitò per la prima volta le Hawaii ed espresse il desiderio di unire il mondo attraverso l’armonia e l’amore che l’Aikido incarna. I concetti e i principi chiave sono l’armonia e la non violenza: l’aikido mira a neutralizzare gli attacchi senza danneggiare l’avversario. La pratica è di natura puramente difensiva e si attiva in caso di attacchi aggressivi e non provocati. L’aikido cerca di inabilitare l’avversario infliggendogli un danno minimo. Uno degli obiettivi dell’aikido è quello di “neutralizzare l’attaccante senza neutralizzare l’attacco”